SABATO 8, 22, 29 NOVEMBRE e 13, 21 DICEMBRE_ h 20.30
PERLE DI CINEMA ARGENTINO IV

“Perle di Cinema Argentino IV”: un modo per scoprire l’Argentina e forse un pezzo d’Italia dimenticato…….. Spesso si parla di Argentina per il tango o l’arrivo di qualche calciatore famoso, o ancora per le cicliche crisi finanziarie, ma cosa conosciamo veramente di questo affascinante paese a cui ci unisce un antico legame di sangue? Diritti Umani, realtà sociale, esilio, usi e costumi, sono alcuni degli ingredienti principali selezionati per questa rassegna con lo scopo di mostrare al pubblico italiano (e non solo) un cinema che raramente arriva nelle nostre sale.
Neorealismo e surreale, realtà e finzione, grottesco e drammatico sono alcuni dei generi attraverso i quali si manifestano i desideri, le delusioni, la nostalgia, l'esilio e il ritorno, i diritti umani, le passioni manifeste e occulte, le gelosie e le riconciliazioni contenuti nella proposta cinematografica e che saranno oggetto dei dibattiti condotti da Alejandro Librace.

? Sabato 8 Novembre 2014 ore 20.30

“Nueve Reinas”, di Fabián Bielinsky (2000, 115’): Juan è un truffatore alle prime armi che compie i suoi colpi per riuscire a mettere da parte la cifra necessaria a far scarcerare suo padre. Durante una delle sue piccole truffe si imbatte in Marcos, truffatore anche lui ma più esperto, che osservato il collega all'opera gli propone di mettersi in società per un giorno. Durante i loro raggiri, i due si ritroveranno tra le mani la più grossa truffa della loro vita che potrebbe porre fine per sempre ai loro problemi economici: vendere per vera, a un milionario collezionista di francobolli, una copia contraffatta delle famose Nove Regine, cioè nove francobolli della Repubblica di Weimer dal valore di mezzo milione di dollari. L'impresa non si presenterà semplice, ma anzi piena di imprevisti con un finale del tutto inaspettato. Se i modelli sono dichiaratissimi (dal Mamet di "La casa dei giochi" alla commedia all'italiana di Monicelli e Risi), pure la sceneggiatura è un orologio svizzero, la regia mai banale, gli attori (Ricardo Darín, Gastón Pauls) semplicemente strepitosi. E l'intrigo giallo e picaresco viaggia che è un piacere verso un finale sorprendente! Con 21 premi internazionali su 29 Festival a cui ha partecipato, Nueve Reinas è il capolavoro che ci lasciato il compianto Bielinsky!

V.O. con sottotitoli in italiano

? Sabato 22 Novembre 2014 ore 20.30

“El Niño Pez”, di Lucía Puenzo (2009, 96’): Secondo lungometraggio della giovane regista argentina Lucia Puenzo in concorso alla Berlinale 2009 e vincitore del Torino GLBT Film Festival 2010. Dopo il già ottimo XXY (2007), vittorioso alla Settimana della Critica al Festival di Cannes, la cineasta adatta il suo omonimo romanzo per lo schermo e richiama la sua baby-musa Inés Efron, dal viso puro e intenso. Come per la precedente pellicola, anche qui mescola la dimensione onirica con il realismo della diseguaglianza sociale, spaziando dagli abusi sessuali alla corruzione di potere in un susseguirsi di rivelazioni che portano a continui ribaltamenti di equilibri. La giovane Guayi (Mariela Vitale) lascia il suo villaggio del Paraguay per andare in Argentina, dove trova lavoro come ragazza delle pulizie presso una famiglia ricca. Tutti la chiamano "la Guayi" per ricordarle sempre le sue origini, solo Lala Inés Efron), figlia dei padroni, la chiama con il suo vero nome: Ailin. Le due ragazze si innamorano e sognano di fuggire da quella casa che le tiene imprigionate e di costruirsi una loro dimora sul lago Ypoa dove Alin è nata. Un giorno Lala scopre che suo padre abusa della domestica, decide quindi di avvelenarlo e di fuggire a Ypoa, luogo dove ancora aleggia la misteriosa leggenda del "bambino pesce". Con la morte del padre di Lala il piano salta e l'ingombrante passato della cameriera paraguayana viene a poco a poco a galla. Le ragazze dovranno perciò affrontare gli eventi che hanno sconvolto la loro vita per poter realizzare il loro sogno. El niño pez offre una visione estremamente tetra della società argentina: una nazione impotente, al limite dell'anarchia, ancora incapace di proteggere il suo popolo, che si dibatte fra silenzi complici e corruzione al limite della vergogna, con punte di assoluta depravazione come nella sequenza nella quale la cameriera viene imprigionata e sottoposta ai piaceri delle autorità. La regista non s'incentra sulla storia d'amore fra le due ragazze, nonostante la parte iniziale ci testimoni l'opposto, sembra piuttosto che la scelta della loro relazione rappresenti il punto d'inizio per un discorso ben più articolato. Per quanto le due giovani donne appartengono a classi sociali diverse, sono comunque ben lontane dai classici stereotipi di donna-serva o donna-borghese, ma si confondono l'una nell'altra. L'alternanza tra generi, prima melodramma sentimentale poi thriller misterioso risente anche di una buona dose di cultura televisiva, da individuarsi nelle soap opera, con risa, pianti e vendetta portati leggermente all'esasperazione. A principio e a fine di questa storia trova spazio la leggenda già citata del "bambino pesce" che dà il titolo alla pellicola, figura mitica che aggiunge un tocco di realismo magico inaugurato da Garcia Marquez.

V.O. con sottotitoli in italiano

? Sabato 29 Novembre 2014 ore 20.30

“El Abrazo Partido”, di Daniel Burman(2004, 100’): La vita di Ariel si svolge quasi esclusivamente all'interno di un centro commerciale nel centro di Buenos Aires, dove sua madre gestisce un negozio di biancheria femminile. La sua famiglia è di origine ebreo/polacca e i suoi nonni si sono trasferiti in Argentina per scampare all'Olocausto. A differenza dei suoi coetanei, Ariel non è alla ricerca delle sue origini per ottenere un passaporto e far fortuna in un altro paese, ma vuole conoscere qualcosa in più sul passato della sua famiglia per capire come mai suo padre ha lasciato il Sud America poco dopo la sua nascita per andare a combattere in Israele e non è più ritornato, ma anche perché la cosa abbia lasciato indifferenti sua madre e i suoi fratelli. Tutte le domande trovano infine risposta con la ricomparsa di suo padre. Finalmente Ariel potrà conoscere la verità...
Ironia e tenerezza sono il giusto mix di questa commedia premiata con il Gran Premio della Giuria al Festival di Berlino e con l’Orso d’Argento al Miglior Attore!

V.O. con sottotitoli in italiano

? Sabato 13 Dicembre 2014 ore 20.30


“Un Lugar en el Mundo”, di Adolfo Aristarain (1992, 120’): autentico capolavoro di Adolfo Aristarain premiato con la Concha de Oro al Festival di San Sabastián e capace di numerosi riconoscimenti a livello internazionale. Il film narra la storia di una coppia che, dopo aver combattuto per un mondo migliore e aver subito l’esilio e la sconfitta, si dedica ad altre lotte come l’eliminazione dell’analfabetismo e la prepotenza.
A Valle Bermejo, a 700 miglia da Buenos Aires, arriva un geologo spagnolo, Hans, che Ernesto, ancora adolescente, va a prendere alla stazione col calesse, ingaggiando una rischiosa gara col treno a nafta, che egli precede sempre al passaggio a livello, suscitando le ire del macchinista. La famiglia di Ernesto è composta da Mario, un esiliato politico che fa il maestro, offrendo gratis il pranzo ai bimbi per attirarli a scuola, e la moglie Ana, ebrea, medico, anch'essa perseguitata, con un fratello "desaparecido". Hans lega subito con la famiglia e con Nelda, una suora molto concreta e alla mano che veste abiti civili: tra lui e Ana nasce una simpatia istintiva, che però viene tenuta a freno da entrambi. Sebbene sia un film denso di rilevanza politica, al centro c’è una storia divertente, raccontata con vivacità e con toccante umanità; il tutto vissuto in un lungo flashback del figlio della coppia, che rievoca il suo passato ricordando suo padre e con l’intento di trovare il suo “lugar en el mundo”. Splendide le immagini dei paesaggi argentini che ricordano molto lo stile di John Ford!

V.O. con sottotitoli in italiano

? Domenica 21 Dicembre 2014 ore 20.30

“Tango”, di Carlos Saura Atarés(1998, 125’): Abbandonato dall'amata Laura ( Cecilia Narova), il regista Mario Suarez (Miguel Angel Solá) cerca di superare la crisi dedicandosi alla messinscena di un musical a passo di tango sulla recente storia dell'Argentina. Chiodo scaccia chiodo: s'innamora di una giovane ballerina (Maestro) che ha talento e carisma da star, raccomandatagli da un potente e losco produttore. Dopo il flamenco non poteva mancare il tango nella cinematografia di un Maestro come Carlos Saura. Egli credeva di servirsi della maestria di Vittorio Storaro, mago delle luci, ma è Storaro che s'è servito di lui per fare il proprio film, sperimentando le possibilità luministiche del chiaroscuro e dell'ombra. Un film intramontabile e seducente che attraverso la magia del tango, racconta di intrighi e passioni con il contributo di grandi artisti di livello internazionale come i coreografi Juan Carlos Copes e Julio Bocca e le musiche di Lalo Schifrin.

V.O. con sottotitoli in italiano

...e a seguire Festa di Fine Anno!!!

Ore 20.30 Spazio Medionauta- Via Federico Confalonieri 2 Milano (M2 Garibaldi- M5 Isola).

Vi aspetto per godere del bel cinema con un buon bicchiere di vino!!
Alejandro


P.S.: Dalle 19.30 Aperitivo con specialità della Casa. Inizio Proiezione ore 20:45.

GIOVEDÌ 30 OTTOBRE- h 20.00-23.00

A PIEDI NUDI SUL PALCO - Lezione di prova

Il corso di teatro “A piedi nudi sul palco” partirà da quel minimo comune denominatore che ci rappresenta, anche teatralmente, e che ci definisce attraverso la relazione con gli altri e con lo spazio, ovvero il corpo. Un corpo che racconta e ci racconta e ci deve rappresentare, un corpo spesso alla ricerca della propria “voce”. Voce sia in senso letterario che metaforico, spesso soffocata dai giudizi e dai doveri della quotidianità, voce che attraverso le tecniche che sperimenteremo, cerca una sua liberazione, una sua libera espressione. Sarà quindi importante creare un bagaglio di esercizi, di training fisico che ci permetta di percepire il nostro corpo come centro di una nuova energia creativa. Ma il corpo che abitiamo è un corpo che vive in uno spazio fisico, uno spazio abitato da altri corpi. Importante quindi comprendere, sperimentando, i principi che regolano questo spazio, che noi modifichiamo con la nostra presenza e che chiamiamo scena. Cercheremo attraverso gli esercizi, i giochi teatrali, le improvvisazioni, di comprendere le tecniche e i principi che rendono efficace una azione scenica, una azione fatta di relazioni: relazioni tra corpi. Ampio spazio sarà poi dato allo studio della voce, intesa sempre come parte integrante del corpo e non scissa da esso, attraverso i giochi e gli esercizi che sperimenteremo cercheremo di scoprire i principi che permettono a una narrazione di essere “emozionante”, una narrazione che permetta allo spettatore di “ascoltare con gli occhi”. In questo modo potremo quindi sperimentare le varie tecniche che contraddistinguono il teatro di narrazione e di ensemble, il teatro comico e il monologo, giocando, sperimentando, conoscendo, studiando, incontrando quell’ “altro da noi” che è il “personaggio”. Cercheremo quindi di capire cosa significa “interpretare”, sempre in maniera pratica, ludica, quasi ricordandoci che il gioco teatrale nasce dal quel remoto e dimenticato gioco del “facciamo che io ero e che tu eri”.

“A piedi nudi sul palco” avrà inizio giovedì 30 ottobre 2014 con la lezione di prova.

Il corso si svolgerà presso Spazio Medionauta le sere del giovedì, dalle 20 alle 23, da novembre a maggio.

Costo del corso: 290 euro
Min. 10 e max. 15 partecipanti
Si recita senza scarpe!
Per informazioni e iscrizioni:
giatti@live.it - tel 349 1564253

--------------------------------------------------------------------------------

DOMENICA 02 NOVEMBRE- h 18.30-22.30

WORKSHOP SULLA SESSUALITA' FEMMINILE E I SEX TOYS - 1° Incontro

ArciLesbica Zami Milano @ Medionauta presenta l'innovativo workshop sulla sessualità femminile e i sex toys. Dopo il grande successo riscosso al Padova Village 2014, approda a Milano un workshop brillante ed innovativo sulla manutenzione della vagina edi sex toys.

4 incontri per gustare una cucina dai sapori ricercati ma attenti alla tradizione

4 incontri per parlare di sesso e sessualità. Sulla percezione di noi, su come sfruttare al meglio i nostri sensi e approdare a nuove dimensioni di piacere.

Ogni workshop toccherà una tematica e verranno presentati dei sex toys per facilitare ed esplorare gli argomenti trattati

Il primo appuntamento si terrà il 2 novembre presso Medionauta, in via Confalonieri di fronte al 2 (ang. via Borsieri 6), MI.


Max 20 partecipanti

Info
lamanutenzionedellavgina.jimdo.com

Prenotazioni
milano@arcilesbica.it

facebook.com/pages/La-fiera-del-gusto-stra-ordinaria-manutenzione-della-vagina/225360437547548

--------------------------------------------------------------------------------
MARTEDI' 28 OTTOBRE- h 17.30-19.00

OPEN DAY MUSICABUJI (7-10 ANNI): moment musicali - Viaggio alla scoperta della musica

I laboratori che proponiamo, rivolti a bambini dai 2 ai 10 anni, sono percorsi esperienziali e cognitivi all'interno della musica. Ogni percorso lavora su differenti piani o livelli di apprendimento.

I livelli principali, che agiscono simultaneamente, sono i seguenti:

--- > Durante il percorso vengono seminate le basi fondamentali della musica.
I bambini cominceranno ad avere confidenza con differenti e svariati strumenti musicali classici ed etnici, a familiarizzare con il ritmo, a riconoscere se una nota è più bassa o più alta dell'altra, le dinamiche musicali, a improvvisare tutti insieme con gli strumenti che hanno a disposizione - suonando con gli altri e davanti agli altri - impareranno i nomi e la conformazione degli strumenti, a comporre musica sulle storie inventate da loro e su immagini, impareranno giochi che li porteranno a metabolizzare gli intervalli musicali, il tempo, il movimento, il riconoscimento dei suoni.
Al centro, l'espressività innata di ogni bambino.

--- > Allo stesso tempo, impareranno ad ascoltare e a conoscere ciò che sanno già fare spontaneamente, a dare una forma a ciò che sentono e a offrirla agli altri.
Suonando e improvvisando insieme, avviene un processo di partecipazione ed espansione che va dall'ascoltare cosa si sta facendo, a contemporaneamente ascoltare cosa sta facendo l'altro fino a percepire chiaramente nuovi suoni, ritmi e insiemi di gesti che è ciò che viene chiamata musica, ma che va ben oltre la musica stessa.

Imparare a suonare la propria musica insieme a quella degli altri porta a un dialogo sottile dove non esiste prevaricazione, ma scambio e trasformazione attraverso l'ascolto.

I bambini imparano a utilizzare le loro risorse interiori, sperimentando il 'sapere fare le cose in maniera spontanea e il creare forme', interagiscono tra loro attraverso dialoghi immaginari e sonori. La tecnica strumentale, se qualcuno di loro vorrà continuare a studiare musica, verrà in un secondo o altro momento e sarà di supporto alle proprie capacità creative e conoscenze innate di cui tutti i bambini (come anche gli adulti) sono ricchi.

Il fine del laboratorio è offrire ai bambini uno strumento in senso ampio con cui esprimere ciò che sono e la loro creatività.
Il lavoro effettuato durante i workshop è basato su queste tracce.
Tutto quello che avviene durante le lezioni emerge intuitivamente a seconda di come rispondono i bambini a differenti stimoli e in base alle loro necessità espressive.

Al link che segue, potrete ascoltare un'improvvisazione nata dai bimbi durante un workshop dell'estate 2014 su immagini di Meduse:
https://soundcloud.com/peoplefromthemountains/meduse-lucia-enrico-caterina-victoria-francesca-fabio

-------------------------------
PROPOSTA LABORATORI
-----
ETA’
I laboratori sono rivolti ai bambini dai 2 ai 10 anni suddivisi in gruppi differenti a seconda dell’età.
-----
QUANDO E COME
Gli incontri durano 1 ora per i più piccoli e 1 ora e mezza per i bambini dai 4 anni in su.
Si tengono il martedì o il venerdì pomeriggio, una volta al mese da ottobre/novembre fino all’inizio di giugno.
Le date vengono comunicate a ciascun gruppo all’inizio del corso.
I laboratori sono a numero chiuso di massimo 8 bambini pertanto è necessaria l’iscrizione a tutto il ciclo.
-----
DOVE
Milano, zona Porta Venezia e zona Isola.
-----
ISCRIZIONI E QUOTE
L’investimento per l’intero ciclo è di 120 € + IVA per i più piccoli e di 160 € + IVA per i bambini dai 4 anni in su.
Si richiede l’iscrizione annuale all’ “Associazione Buji” del costo di 5 €.
E’ previsto uno sconto famiglia se partecipa più di un bambino a nucleo.
-----
Se avete domande da farci contattateci pure senza alcun impegno, saremo felici di condividere!
Per iscrizioni, info e ricevere materiale di approfondimento:
fragiomo@gmail.com Francesca Giomo 348.8014585 Fabio Bonelli 347.0851221
www.musicabuji.com

--------------------------------------------------------------------------------

SABATO 18 OTTOBRE- h 15.00-18.30

SEMINARI INTERCULTURALI 2014

SIETAR ITALIA è lieta di invitarvi al workshop interculturale
organizzato in collaborazione con AIF Lombardia che si terrà
sabato 18 ottobre 2014 dalle 15.00 alle 18.30
presso Associazione di Promozione Sociale Medionauta
(www.medionauta.org)
Via Confalonieri 2 (angolo via Borsieri) - MM2 Garibaldi - MM5 Isola

LA VERSIONE DEI FILM-MAKERS
Cosa può insegnare il cinema documentario oggi a chi si occupa di intercultura?

Facilitator:
Sergio Di Giorgi - Formatore e critico cinematografico

Il cinema documentario – che molti oggi definiscono cinema “del reale” o “della realtà” - è una forma espressiva e narrativa in continuo e mutevole divenire. In varie parti del mondo, mentre il cosiddetto cinema “di finzione”, perde sempre di più – nell’era dei social media – la sua centralità nell’immaginario collettivo, i documentaristi sono chiamati a confrontarsi con nuovi linguaggi e con nuove sfide e responsabilità. Tra queste, opporsi alla perdita progressiva della memoria collettiva e tenere aperte le finestre sui mondi vicini e soprattutto lontani da noi.

Sin dagli inizi del cinema, del resto, il documentario ha saputo raccontare altri mondi e altre culture, luoghi e vite reali: il più delle volte storie ordinarie di uomini e donne comuni (magari rilette sullo sfondo della Storia con la esse maiuscola). Così facendo, ci ha aiutato spesso, non solo a superare stereotipi e pregiudizi, ma anche ad evitare il voyeurismo o l’ansia di controllo verso le “vite degli altri” (per citare un film importante dello scorso decennio). Piuttosto, esso ci pone in relazione con la Vita (unica, irripetibile) dell’Altro (da noi): spesso l’estraneo, lo straniero, lo sconosciuto. Per questi motivi, il documentario assolve, oggi più che mai, una importante funzione nello sviluppo del dialogo interculturale. (Sergio Di Giorgi)

Il workshop, organizzato da SIETAR Italia e AIF Lombardia, vuole esplorare questa funzione
come pure analizzare capacità e sensibilità -etiche e relazionali prima ancora che tecnico/professionali- dei documentaristi. A tal fine saranno mostrati esempi di opere documentarie recenti (che hanno al centro le relazioni tra persone e comunità appartenenti a culture diverse) e sarà possibile dialogare via skype con alcuni di questi autori e autrici (sono previsti in particolare interventi della regista spagnola Maite Daneris, autrice de El Lugar de las fresas (http://www.ellugardelasfresas.com) e di Sergio Basso, autore di documentari come Giallo a Milano e Cine tempestose sui rapporti tra la comunità italiana e quella cinese, dagli anni ’50 a oggi.

Alla fine dell’incontro un lavoro di gruppo cercherà di riflettere – a partire dalla visione delle immagini e dagli stimoli proposti dai film-makers - sulle valenze metaforiche e sulle connessioni possibili, anche in chiave progettuale - tra le capacità, sensibilità, attitudini dei documentaristi e le competenze oggi richieste a chi si occupa di intercultura in ambiti formativi, educativi e di ricerca.

L’incontro sarà introdotto da Alejandro Librace. Alejandro Librace, italo-argentino, presidente dell’Associazione Le Ali del Condor (Argentina in Italia) è un operatore culturale da anni impegnato nella promozione della cultura argentina in Italia attraverso l’organizzazione di numerosi eventi. Collabora con l’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia (Sezione Diritti Umani e Sezione Culturale) e con la Rete Progetto e Diritti Milano.

Nel corso dell’incontro sarà presentato, in vista di possibili future sinergie, il nuovo piano di attività formative per le scuole e le Università del Milano Film Network (http://milanofilmnetwork.it).

A conclusione dell’incontro, sono previsti brevi interventi di saluto di Francesco Varanini, Presidente di AIF Lombardia, e Peter Anderson, del direttivo di SIETAR Italia.

Sergio Di Giorgi è formatore e critico cinematografico freelance. Le sua aree principali di competenza riguardano la formazione interculturale, i temi della leadership, e l’utilizzo, in chiave operativa e progettuale, del cinema e di altri linguaggi audiovisivi nella formazione degli adulti. Ha curato (insieme a Dario Forti), il volume collettaneo “Formare con il cinema. Questioni di teoria e di metodo”, Franco Angeli, 2012. Ha coordinato, dal 2007 al 2012, il ForFilmFest-Festival del Cinema per la Formazione organizzato da AIF e Cineteca di Bologna. Collabora alla programmazione di “Sguardi Altrove Film Festival” - Milano. Scrive su testate specializzate nel campo della formazione e del cinema e su un suo blog: http://sergiodigiorgi.wordpress.com/.

Per ulteriori informazioni si prega contattare: Sergio Di Giorgi srg.digiorgi@gmail.com e/o Alejandro Librace aleantlib@hotmail.com

Per iscriversi al workshop si prega di contattare Peter Anderson a
tesoriere@sietar-italia.org.

--------------------------------------------------------------------------------
MARTEDì 23 SETTEMBRE - h 20.00
APNEA E BIOENERGETICA

APNEA CONSAPEVOLE

“il subacqueo s’immerge per guardarsi intorno, l’apneista per guardarsi dentro”
Su questo motto si basa l’apnea contemporanea, frutto dell’evoluzione della classica “apnea sportiva” rivista sotto l’aspetto esecutivo e didattico da maestri quali Jacques Mayol e Umberto Pelizzari.
L’apnea non più solo come gesto sportivo, come record assoluto o come impresa al limite dell’impossibile ma come disciplina sportiva mirata alla conoscenza del nostro corpo, al controllo dei movimenti, alla percezione dell’elemento “acqua” come mondo in cui sentirsi “tutt’uno” e non come corpo estraneo.
L’apnea attraverso movimenti semplici, fluidi e preparata da una respirazione diaframmatica morbida e silenziosa.
Con l’apnea moderna si entra in punta di piedi nel mondo sommerso e si scopre …

Presentazione a cura di Pierluigi Crespi
Pierluigi Crespi: Istruttore Apnea Academy e Istruttore Subacqueo sin dagli anni ’90, ha approfondito le sue esperienza apneistiche presso varie organizzazioni didattiche quali Apnea Academy, FIAS e FIPSAS, quest’ultima in qualità di atleta categoria Elite e di Allenatore Apnea. È abilitato all’insegnamento dell’apnea con la monopinna e dell’apnea ai bambini.
Ha partecipato in qualità di formatore a corsi Istruttori sub e apnea FIAS.

BIOENERGETICA - Presentazione + esperienza diretta
Entrare nel movimento attraverso sequenze ed esercizi accompagnati dal respiro profondo e consapevole per favorire il contatto con tutte le parti del corpo, per sciogliere le tensioni, per scoprire le proprie risorse e le proprie capacità nelle prestazioni fisiche e imparare a svilupparle.
Imparare a entrare dentro di se per prendere contatto con tutti i segmenti del proprio corpo, per sbloccarli e integrarli, migliorando le proprie capacità nel movimento, lo stato di presenza e ottimizzando le prestazioni sportive (a secco e in acqua).

È richiesta conferma di partecipazione inviando una email all’indirizzo info@sottopressione.it oppure contattando Pierluigi al 338 6593 114

Contributo per la partecipazione: € 10

--------------------------------------------------------------------------------

MARTEDì 16 SETTEMBRE- h 19-22
ONE SHOT EVENT- Rebecca Agnes

Edizioni Inaudite arriva a Milano, nella cornice del mitico spazio MEDIONAUTA, per presentare THE ITALIAN ALPHABET HAS 21 LETTERS, il libro d'artista di REBECCA AGNES, che ha trovato in questo medium lo spazio e le modalità per dar vita ad un vertiginoso viaggio tra le tante lingue parlate dalle persone a lei vicine. Una breve raccolta illustrata in 25 tavole in bianco e nero che ritraggono immagini universalmente comuni alle lingue prese in considerazione: la luna, grandi e piccoli animali, piante, fiori e strade danno vita a tavole ricche di particolari. Un excursus movimentato che allude, da un lato, ai limiti di univocità che scaturiscono dalla lettura del mondo in un’unica lingua e, allo stesso tempo, fa emergere, con diretto e aperto stupore, le somiglianze di lingue spesso molto distanti fra loro.

Altro motivo per non mancare: la presentazione del libro sarà accompagnata da un pezzo inedito di JERMOZERO: "The place where words change".

Edizioni Inaudite e Mondonauta vi aspettano per incontrare Rebecca e il suo progetto in una piacevole serata! Se potete non mancate!

--------------------------------------------------------------------------------

DOMENICA 6 APRILE h 19.30
CINEMIGRANDO

MARE CHIUSO di Andrea Segre e Stefano Liberti

Tra maggio 2009 e settembre 2010 oltre duemila migranti africani vennero intercettati nelle acque del Mediterraneo e respinti in Libia dalla Marina e dalla Polizia italiana; in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi, infatti, le barche dei migranti venivano sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove i richiedenti asilo non godevano di alcun diritto e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze. Non si è mai potuto sapere ciò che realmente succedeva ai migranti durante i respingimenti, perché nessun giornalista era ammesso sulle navi e perché tutti i testimoni furono poi destinati alla detenzione in Libia. Nel marzo 2011 con lo scoppio della guerra in Libia, tutto è cambiato. Migliaia di migranti africani sono scappati e tra questi anche rifugiati etiopi, eritrei e somali che erano stati precedentemente vittime dei respingimenti italiani e che si sono rifugiati nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia, dove li abbiamo incontrati. Nel documentario sono loro, infatti, a raccontare in prima persona cosa vuol dire essere respinti; sono racconti di grande dolore e dignità, ricostruiti con precisione e consapevolezza. Sono quelle testimonianze dirette che ancora mancavano e che mettono in luce le violenze e le violazioni commesse dall'Italia ai danni di persone indifese, innocenti e in cerca di protezione. Una strategia politica che ha purtroppo goduto di un grande consenso nell'opinione pubblica italiana, ma per la quale l'Italia è stata recentemente condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani in seguito ad un processo storico il cui svolgimento fa da cornice alle storie narrate nel documentario

Il film sarà presentato da Aziz Hellal, consulente e mediatore linguistico culturale, da Alejandro Librace dell’Associazione Le Ali del Condor e da Luigi Lia, consulente legale della RETE PROGETTO DIRITTI MILANO promotrice del cineforum CINEMIGRANDO.

Vi aspettiamo ognuno con due amici alle 19'30 prima della proiezione per assaggiare i manicaretti di Giovanna e bere un bicchiere di buon vino!

SABATO 29 MARZO h 20.30

PERLE DI CINEMA ARGENTINO III + Día Nacional de la Memoria por la Verdad y la Justicia


"Un Mundo Menos Peor”, di Alejandro Agresti (2004, 90’)
+
"Día Nacional de la Memoria por la Verdad y la Justicia"

In occasione del 38º Anniversario del Golpe del 24 marzo 1976 – giornata in ricordo delle vittime della dittatura e alla presenza dell'editore argentino Fabián D'Antonio (Ediciones Fabro), presentiamo tre volumi di storie argentine, ma molto italiane.........

-"Quebrantos, Historias del Exilio Argentino en Italia "(AA.VV., a cura di Delia Ana Fanego, '2008): Il libro raccoglie dodici percorsi di vita di argentini esiliati in Italia tra gli anni 1978 e 1979. Sono storie che vengono proposte come parti fondamentali della ricostruzione documentaria dell’Argentina di quel periodo. Ognuna di esse si conclude con il momento cruciale del loro arrivo in Italia, per tutti terra di salvezza, per molti il ritorno, mai immaginato né pianificato, nel paese degli avi.
Il libro ha ispirato l’opera teatrale “Strappi, voci dell’esilio argentino in Italia”, regia di Brigida Tobón, che è stata presentata dall’Ambasciata Argentina il 30 marzo 2009 – per il 33º Anniversario del Golpe - presso il Teatro di Documenti di Roma. Inoltre la prefazione conta con il contributo del recentemente scomparso scrittore e giornalista argentino, nonché Premio Cervantes 2007, Juan Gelman.
- “En el nombre de sus Sueños" (Tatiana Sfiligoy, 2013): la psicoanalista Tatiana Sfiligoy, prima nieta (nipotina) ritrovata dalle Abuelas de Plaza de Mayo, racconta dodici emozionanti storie di figli di desaparecidos ritrovati e del percorso di ritrovamento della vera identità.
- "Independiente Sporting" (Mauro Berruto, 2007): Questa storia racconta di quello che successe a Leticia, un piccolo paese del Sudamerica, durante una quindicina di giorni nel giugno del 1952. Una storia di un allenatore di calcio visionario, forse rivoluzionario, e di una squadra di pessimi calciatori capaci di credere al loro allenatore. E' una storia di sogni, ideali, politica, libertà, emigrazione, dolore e poesia

Ore 20.30 Spazio Medionauta- Via Federico Confalonieri 2 Milano (M2 Garibaldi- M5 Isola).

--------------------------------------------------------------------------------------

PERLE DI CINEMA ARGENTINO III


“Perle di Cinema Argentino III”: un modo per scoprire l’Argentina e forse un pezzo d’Italia dimenticato… Spesso si parla di Argentina per il tango o l’arrivo di qualche calciatore famoso, o ancora per le cicliche crisi finanziarie, ma cosa conosciamo veramente di questo affascinante paese a cui ci unisce un antico legame di sangue? Diritti Umani, realtà sociale, esilio, usi e costumi, sono alcuni degli ingredienti principali selezionati per questa rassegna con lo scopo di mostrare al pubblico italiano (e non solo) un cinema che raramente arriva nelle nostre sale.
Neorealismo e surreale, realtà e finzione, grottesco e drammatico sono alcuni dei generi attraverso i quali si manifestano i desideri, le delusioni, la nostalgia, l'esilio e il ritorno, i diritti umani, le passioni manifeste e occulte, le gelosie e le riconciliazioni contenuti nella proposta cinematografica e che saranno oggetto dei dibattiti condotti da Alejandro Librace.

Sabato 22 Marzo 2014 ore 20.30

“Bombón- El Perro”, di Carlos Sorín (2006, 97’): Juan ha lavorato, per quasi tutta la sua vita, in una stazione di servizio, su una strada deserta della Patagonia, ma è stato licenziato. Durante un pomeriggio assolato, il Caso offre a Juan un lavoretto: la riparazione di una vecchia automobile in una fattoria. La proprietaria è un'anziana signora che, invece di pagare Juan in denaro, gli consegna un cane - di nome Bombón e di razza Dogo Argentino. Da quel momento la sorte di Juan comincia a cambiare: l'uomo trova un lavoro provvisorio in un magazzino di lana; in seguito, conosce Walter che prepara i cani per le esposizioni e proprio Bombón vincerà il terzo premio. Un racconto dolce-amaro di personaggi poveri e semplici; una storia ancora minimalista e interpretata da attori non professionisti, per il regista di Historias Mínimas. Un road-movie dai ritmi lenti come sono i pensieri di Juan che - silenzioso - osserva il mondo disincantato e crudele che lo circonda e come Bombón, il cane che tutti giudicano forte e aggressivo e che, invece, non riesce ad avvicinarsi ad una femmina. Dicono che i Dogo non provano neanche dolore. Ma non è così: Bombón, come il suo padrone, è semplicemente estraneo all'insensibilità e alla volgarità.. Bombón, Juan e tutti quelli come loro sono davvero di "un'altra razza". E l’amicizia aggiunge un sapore nuovo alla vita e al suo faticoso viaggio. Sembrano dirlo, in punta di piedi e senza troppe parole, gli sguardi, a tratti struggenti, dei protagonisti; i loro occhi che ora sorridono perché hanno saputo osservare la crudeltà, il disincanto e l’indifferenza del mondo, senza smarrire né fiducia, né stupore. Sorridono Juan e Bombón, seduti l’uno accanto all’altro nell’inquadratura che chiude il film, sereni e paghi di essere insieme, non per il Caso, ma per l’inaspettato guasto al motore. Una regia scarna ed essenziale per una favola morale, tra finzione e documentario. Una storia piccola, quasi impalpabile, che racconta la felicità destata dalla presenza dell’ “amico”; la gioia di cui sono gravidi gli “incontri” e gli “imprevisti” della vita!

V.O. con sottotitoli in italiano
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Sabato 29 Marzo 2014 ore 20.30

“Un Mundo Menos Peor”, di Alejandro Agresti (2004, 90’): Il film di Alejandro Agresti (lo stesso di “El Sueño de Valentín”) è ambientato in Argentina nei primi anni del XXI secolo. Isabel scopre che Cholo, il marito di cui non ha avuto più notizie da oltre vent'anni e da lei creduto vittima della guerra sporca attuata dalla giunta militare argentina fino al 1983, è invece vivo e risiede in un piccolo villaggio turistico in prossimità della Patagonia. Isabel decide pertanto di incontrarlo nuovamente, e si mette in viaggio assieme alle sue due figlie: Leticia, figlia di Cholo ma che non ha mai visto il padre, e Beba, una bambina che Isabel ha avuto da un altro uomo.
Giunta nel villaggio, per molto tempo Isabel non si sente in grado di farsi viva con Cholo, che ora lavora come fornaio, conduce una vita molto modesta e agli abitanti del villaggio ha raccontato che la sua famiglia è morta in un incidente stradale. Quando finalmente Isabel riesce ad avvicinare Cholo, l'uomo mostra di non riconoscerla. Una lunga lettera scritta da Leticia al padre, spingerà Cholo a prendere contatto con le tre donne. Il regista argentino - autore anche del soggetto e della sceneggiatura - si muove bene in mezzo a loro dandoci, con uno stile frizzante ma privo di fronzoli, un ritratto del suo Paese vitale ed appassionato. Un Paese che ha fretta di dimenticare un passato oscuro ma che ancora incombe con la sua sinistra ombra e che ha bisogno di risollevarsi da un presente di crisi e sfaldamento sociale per trasformarsi in "un mondo migliore" come spera uno degli adulti. O in "uno meno peggiore", come suggerisce saggiamente uno dei piccoli interpreti di questo gradevole film.
“Nel film Un Mundo Menos Peor provo di nuovo a parlare di noi argentini. Cerco di far riflettere su
come continuiamo a resistere senza smettere di amare e sentire la bellezza della vita, in mezzo a una
realtà e a un passato che provano a distruggere l’essenza dei nostri sentimenti!”. (Alejandro Agresti)

V.O. con sottotitoli in italiano
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Sabato 12 Aprile 2014 ore 20.30

“El Pasado”, di Héctor Babenco (2007, 114’): Rimini non ha nessuna intenzione di mantenere i rapporti con Sofía, dalla quale si è separato dopo dodici anni di matrimonio. Mentre lui cerca di sfuggirle, negandosi al telefono e intraprendendo nuove storie d'amore, lei continua a ossessionarlo influenzando negativamente la vita privata dell'ex marito. I ricordi che formano un vincolo inscindibile tra i due finiscono per svanire dalla mente di Rimini insieme alle conoscenze linguistiche che sono alla base del suo mestiere come interprete. Ridotto a uomo a metà, che non riesce ad amare né a ricordare, Rimini verrà privato dell'affetto e costretto a ricominciare da capo e trovare un nuovo posto nel mondo.
La separazione dalla persona che si ama o che si è amato è un processo doloroso che costringe a mettere in discussione fatti o comportamenti avuti in passato e a riflettere sulla propria condizione. Non è mai del tutto consensuale, quando una coppia si lascia c'è sempre qualcuno che si sentirà abbandonato e qualcun altro che cercherà di dimenticare il passato.
Héctor Babenco sceglie di utilizzare una linea nostalgica per adattare il romanzo di Alan Pauls e raccontare le diversità tra uomini e donne di fronte alla separazione. El pasado è un ritratto inquietante di come l'amore agisce quando è disperato. Sofía (la teatrale Analía Couceyro) si distrugge per l'ex e, decisa a riprenderselo, finisce per rappresentare una figura disturbante e folle nella sua vita. Rimini (il misurato Gael García Bernal) non può vivere senza una donna al suo fianco e spinto da un'avventatezza immatura si innamora e disamora in continuazione, lasciando che sia la prospettiva del gentil sesso a cambiare la sua concezione esistenziale. Babenco con questa pellicola, mette in scena un dramma dal carattere surreale, in cui assistiamo al lungo percorso di Rimini verso una consapevolezza, un chiarimento, con il proprio passato. Da qui il titolo del film, davvero ispirato, che mostra la difficoltà di un uomo di lasciarsi alle spalle i propri ricordi.
Toccanti le musiche, dirette da Ivan Wiszgrod, e bravissimi gli interpreti su cui tutti spicca il bel Gael Garcia Bernal. Come faccia il ragazzo ad apparire così efficacemente esterrefatto durante tutto il film è un mistero: tragico, ma in senso buono.

Con una regia silenziosa e studiata, ma molto cauta per quanto riguarda le inquadrature, Babenco inscena quindi un dramma Brechtiano, la cui morale è da ricercare nel gesto compiuto alla fine dal protagonista. Infatti, sembra suggerire il regista, per fare i conti col proprio passato non bisogna sfuggirgli, ma accettarlo. Amarlo se possibile, fosse pure per l'ultima volta...
La frase: "...Il passato è un blocco unico, non si può dividere...".

V.O. con sottotitoli in italiano
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
? Sabato 10 Maggio2014 ore 20.30

“La Dignidad de los Nadies”, di Fernendo “Pino” Solanas (2005, 120’):. Solanas offre un nuovo capitolo della storia dell'Argentina, iniziata da Solanas, con Memoria del Saqueo (2004). Il film inizia proprio dove il precedente documentario si era fermato: la rivolta del dicembre del 2001 con le conseguenti dimissioni del presidente De La Rua. Il filmaker argentino, con questa nuova opera, mostra le conseguenze della rivolta, dal nuovo governo Kirchner fino ad arrivare ai giorni d'oggi, con uno sguardo sulle recenti realtà di autogestione. Sono racconti di solidarietá, piccole epopee narrate dai suoi protagonisti, eroi anonimi con proposte collettive, che sono riusciti a vincere l'impunitá e l'abbandono sociale, ricostruendo la speranza.

Solanas, con La dignidad de los Nadies, abbandona lo stile ferocemente e sardonicamente ironico delle sue opere cinematografiche, per mostrare al pubblico un'altra faccia triste dell'America. Un ritratto consapevole ma lucido, drammatico ma mai didascalico. Colpisce, in particolare, l'assidua presenza delle donne, vero motore e anima odierna del paese: mogli e madri indomite e senza paura. Il rigore formale nella messa in scena coincide con la fermezza morale dei protagonisti di storie allucinanti ma tristemente reali. C'è, oltre la corruzione, le malversazioni, i raggiri, le sperequazioni sociali, proprio alla fine del tunnel, un briciolo di speranza: è difficile dare dignità a chi soffre, ma con questo documentario Solanas c'è riuscito benissimo!

LA DIGNIDAD DE LOS NADIES no es un solo cine de testimonio, tampoco es ficción. Parte de la realidad pero utiliza procedimientos de otros géneros y al contar hechos e historias de personajes, se acerca a la ficción. En la “La Dignidad... “ busqué fusionar géneros, acercar hechos reales al relato narrativo, usar procedimientos del documental con los de la ficción o del cine de ensayo. Su estructura narrativa es como la de un libro abierto con relatos, crónicas e historias, buscando que lo testimonial se fusione con lo poético, el ensayo con los testimonios y los personajes con la vida. La noción de los géneros se ha revertido y los límites entre la ficción y el cine documental, son difíciles de precisar. Un cine de fusión libre ayudado por las ventajas que brindan las nuevas tecnologías -pequeñas cámaras digitales y micrófonos- dando paso a una renovación formal y temática como reacción a la uniformización de los estilos y modalidades narrativas. El predominio del lenguaje televisivo y los modelos hollywoodianos han degradado la mirada y la capacidad creativa de los realizadores. Casi todos los films se parecen en su perfección profesional, pero sus temas y conflictos - comparados con la complejidad y riqueza que viven las personas reales- resultan cuentos mil veces contados.

Como en “Los Hijos de Fierro” –1975- he tratado de hacer un retrato social que recupere la riqueza antropológica de los protagonistas. Dar voz e imagen a quienes no la tienen y están ausentes de los medios de comunicación; rescatar la humanidad de los anónimos “nadies” que la crisis empujó a realizar pequeñas hazañas cotidianas. Los he acompañado en su búsqueda de trabajo, en sus esperas y protestas; compartí la cocina de sus casas o las tiendas de los campamentos tratando de recuperar sus experiencias y sentimientos. Siempre me apasionó la historia y las imágenes de época: volver al pasado a través de fragmentos de vida filmados. De todos los lenguajes, el cine es el único que puede guardar para siempre la imagen viva, hacer inmortales a los hombres. También, como en “Los Hijos de Fierro”, he retomado en el relato la copla popular, que tiene origen en la payada del siglo XIX. El payador era el gaucho cronista que recorría la pampa transmitiendo las noticias en verso y acompañándose con la guitarra. En “La Dignidad...” las coplas nos introducen a los personajes.

En mis películas de testimonio, siempre hice la cámara no sólo por lo que se selecciona en el momento de toma única, sino porque sus movimientos y su tensión son como el trazo del pintor. Desde la cámara se inventa y compone la puesta. “La Dignidad “ se comenzó con una cámara Beta Digital grande para obtener una buena imagen, pero la gente creía que éramos de la televisión, cambiaba su conducta y perdía espontaneidad. Cuando comparé esas imágenes con las rodadas con mi pequeña cámara digital durante la investigación, estas últimas eran superiores. Así fue que decidí filmar con cámaras chicas, reemplazar las posibilidades de una mejor imagen por una mayor verdad. Tampoco tenía necesidad en “La Dignidad” de los dos puntos de vista y cámaras que usé en“Memoria del Saqueo”: una cadenciosa y objetiva para los escenarios del poder; otra pequeña y subjetiva desde la gente. En “La Dignidad”, casi todo está filmado con una cámara en mano que acompaña siempre a los personajes.

He dedicado “La Dignidad de los Nadies” a dos grandes realizadores de quienes recibí generoso apoyo: Fernando Birri , iniciador del documental social en la Argentina y maestro de varias generaciones de cineastas latinoamericanos, y Valentino Orsini , cuyo estímulo y solidaridad me posibilitó terminar “La Hora de los Hornos” en la Ager Film, de Roma, la productora que compartía con los hermanos Taviani, Giuliani Da Negri y Luiggi Battistrada.

(Fernando Solanas)

V.O. con sottotitoli in italiano
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Sabato 17 Maggio 2014 ore 20.30

“El Hijo de la Novia”, di Juan José Campanella (2001, 123’): Separato con la moglie, in crisi con la figlia Vichy e con la sua compagna Nathy il quarantaduenne Rafaél Belvedere gestisce un rinomato ristorante al centro di Buenos Aires, aperto da suo padre Nino. Rafaél è ad un bivio; i creditori bussano alla porta e una catena di ristorazione vuole rilevare la sua attività. Scoppia, sta male e viene ricoverato in terapia intensiva. Sua madre Norma soffre di Alzheimer e vive da anni in una casa di cura per anziani. Nino è ancora innamorato di lei e si rode dai sensi di colpa perché in passato non aveva esaudito il suo sogno di sposarsi in chiesa. Nella speranza di coronare un suo antico desiderio Nino decide di regalarle un ultimo sorriso ed organizza per lei un matrimonio con i fiocchi.
Commedia delicata e toccante che contrappone al frenetico, nevrotico ed arido mondo di Rafaél, quello passionale e romantico di Nino e di Norma. Il regista non scade mai nel sentimentalismo e ci regala la tenera e sognate figura di Nino che, pur consapevole della malattia di cui è affetta la moglie, continua a trasfigurarla come fosse ancora la sua giovane amata. Deciso a spendere tutti i suoi risparmi per organizzare un matrimonio da favola, comunica a Rafael la sua decisione. E quando il figlio gli fa notare che Norma non ricorda più nulla e che la sua mente è avvolta solo da ombre e da nebbia, dopo avergli regalato uno splendido sorriso, Nino gli risponde: “Di qualcosa si renderà conto e per me questo è sufficiente”. La vicenda ruota intorno a Rafaél ma Norma, pur essendo di sfondo nel film, diventa la vera protagonista. Divorata dalla demenza che s’aggira come un’ombra sullo schermo, Norma diventa paradossalmente ancora più fulgida e luminosa. Campanella vincitore del Premio Oscar con “El Secreto de sus Ojos” ottenne la nomination allo stesso riconoscimento con questo film delizioso. Un film che ci fa pensare all’esistenza odierna fatta di velocità, stress e mancanza di comunicazione. Ma che non chiude le porte alla speranza e che trasforma la storia drammatica in un’esilarante commedia a lieto fine!
… e a seguire Festa di Fine Ciclo e Proclamazione del Film Vincitore!!!

____________________________________________________________________________

Sabato 15 marzo |h 19:30

MY DEAR KILLER / STEFANO DE PONTI
LIVE

Un doppio live quello proposto dai due personaggi qui sopra.
Entrambi attivi da anni sulla scena sonora italiana e non solo, legano il loro immaginario all’arte in generale, non soltanto quella sonora. Leggendo fra le righe e le storie si vede infatti come campi fra loro distanti come letteratura, cinema e teatro vengano legati da un sottile fil rouge sonoro, in cui, in ambiti estremamente peculiari e discreti, i due si muovono lentamente ed a loro agio. Ti sembra quasi di non percepirli, che le piccole cose sono sovente nascoste e bisognose di attenzione, ma sono lì, proprio dove l’inverno sta per finire e la vita rinasce tutta intorno, un suono dopo un altro. Piccole gocce di musica fiorente.

www.stefanodeponti.it
http://www.boringmachines.it/artist.php?artistId=1

fotografie di Francesca Cao
www.francescacao.com

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
PERLE DI CINEMA ARGENTINO II

“Perle di Cinema Argentino”: un modo per scoprire l’Argentina e forse un pezzo d’Italia dimenticato…….. Spesso si parla di Argentina per il tango o l’arrivo di qualche calciatore famoso, o ancora per le cicliche crisi finanziarie, ma cosa conosciamo veramente di questo affascinante paese a cui ci unisce un antico legame di sangue? Diritti Umani, realtà sociale, esilio, usi e costumi, intersessualità, sono alcuni degli ingredienti principali selezionati per questa rassegna con lo scopo di mostrare al pubblico italiano (e non solo) un cinema che raramente arriva nelle nostre sale.
Neorealismo e surreale, realtà e finzione, grottesco e drammatico sono alcuni dei generi attraverso i quali si manifestano i desideri, le delusioni, la nostalgia, l'esilio e il ritorno, i diritti umani, le passioni manifeste e occulte, le gelosie e le riconciliazioni contenuti nella proposta cinematografica e che saranno oggetto dei dibattiti condotti da Alejandro Librace.

Sabato 18 Gennaio 2014 ore 20.30

“Un Cuento Chino”, di Sebastian Borensztein (2011, 93 min.): Esistono storie inventate che sembrano vere e storie vere che sembrano inventate. Proprio come quelle che Roberto (Riccardo Darin) ama collezionare dai ritagli di giornale. Episodi di vita surreali, tragici, ma allo stesso tempo ridicoli, capaci -secondo lo sguardo disincantato del protagonista- di racchiuderne e di esprimerne l’assurdità. Di fronte a questa beffa continua, quindi, niente vale la pena di essere vissuto veramente, né l’amicizia di Leonel (Ivan Romanelli), né l’amore della dolce Mari (Muriel Santa Ana). L’unica risposta che Roberto è i grado di dare, infatti, è solamente quella di rinchiudersi in una vita solitaria, dentro un volontario esilio fatto di rancori e di ricordi,cristallizzati nella forma di una rigida routine . Finché un giorno da un taxi -o forse sarebbe proprio il caso di dire dal cielo- piove un cinese, anche lui solo, spiantato e bisognoso d’aiuto. Come in una fiaba moderna, allora, il protagonista è costretto ad uscire dal suo “guscio” per aiutare lo sfortunato forestiero a ritrovare lo zio. Così, dopo aver superato numerose resistenze e anche dopo qualche “passaggio a vuoto”, il protagonista comincia finalmente ad aprirsi all’ altro. Una vera e propria terapia d’urto che gli consente di abbandonare lentamente il suo nichilismo radicale, fino a scoprire che lo sconosciuto piombato all’ improvviso, in qualche modo non era mai stato un vero e proprio estraneo. Ormai al suo terzo lungometraggio, Sebastian Borensztein, ci regala un delicato“affresco” di vita dal sapore dolceamaro. Attraverso la parabola di Roberto, interpretato magistralmente da un ottimo Ricardo Darin, il film offre una brillante riflessione sul ruolo fondamentale dell’ “altro” all’ interno del processo di crescita individuale. Il tutto poi, viene condito con una giusta dose di un’ironia straniata, quasi surreale, che conferisce incisività e freschezza ad una trama altrimenti troppo scontata. Osannato in patria e vincitore del Premio Marco Aurelio nell’ edizione 2012 del Festival del cinema di Roma, Un Cuento Chino, è il degno rappresentate di un cinema argentino emergente in forte ascesa riconfermatosi anche con il trionfo dei premi Goya 2012 in Spagna. In definitiva è un film per ridere, per emozionarsi, per comprendere e magari, per ritrovarsi con sé stessi!
V.O. con sottotitoli in italiano

Sabato 25 Gennaio 2014 ore 20.30

“XXY”, di Lucía Puenzo (2007, 91 min.): Alex ha un segreto inconfessabile. Per questo i suoi genitori, quando lei era ancora in fasce, lasciarono Buenos Aires per trasferirsi sulle coste uruguayane, lontani dall'occhio indiscreto della gente. Un giorno, nella loro casa, arrivano degli ospiti molto attesi. Un chirurgo plastico di chiara fama, accompagnato da sua moglie e dal giovanissimo figlio di sedici anni, vecchi amici di famiglia, iniziano a occuparsi del "caso" dell'adolescente.
Le tre lettere del titolo rappresentano un'anomalia cromosomica - di quelle persone che hanno all'interno del loro patrimonio genetico sia dei gameti maschili che femminili - che resta il punto chiave della pellicola dell'esordiente regista argentina Lucia Puenzo. Alex, quindicenne alla scoperta della propria identità e delle prime esperienze sessuali, vive con disagio la propria diversità. Il suo essere ermafrodita, è più un problema sociale che personale, nella curiosità morbosa di chi le gravita affianco considerandola un "freak".
in concorso alla sessantesima edizione della settimana della critica e vincitore del Prix de Jeunesse XXY è una pellicola asciutta, a basso costo, e senza troppe pretese estetiche. La camera a mano e una colonna sonora molto discreta, fanno sì che non si perda mai di vista il punto centrale di tutta la narrazione: la diversità e l'essere accettati socialmente. La regista argentina porta sullo schermo un tema originale su cui il cinema non ha mai speso molte energie, e lo fa con discrezione e accuratezza, senza sbavature e intenti pedagogici, riprendendo con l'occhio esterno della macchina da presa una storia di vita vera, per permettere a tutti, usciti dalla sala, di saperne qualcosa in più sulle vite degli altri.

V.O. con sottotitoli in italiano

Sabato 8 Febbraio 2014 ore 20.30

“Diarios de Motocicleta”, di Walter Salles (2004, 126 min.): 1952. Due giovani studenti universitari, Alberto Granado ed Ernesto Guevara partono per un viaggio in moto che li deve portare ad attraversare diversi paesi del continente latinoamericano. Quella che doveva essere un'avventura giovanile si trasforma progressivamente nella presa di coscienza della condizione di indigenza in cui versa gran parte della popolazione. Quel viaggio cambiera' nel profondo i due uomini. Uno di loro diventera' il mitico "Che" mentre l'altro, ancora vivente, e' medico a Cuba. Uno degli applausi piu' lunghi alla proiezione stampa di Cannes 2004. Perche' tutti i giornalisti presenti sono 'comunisti'? Sicuramente no. Perche' credono che Castro sia solo un benefattore dell'umanita'? Ancora una volta la risposta e' no. Allora perche'? Perche' di fronte a un cinema o sempre piu' plastificato o sempre piu' povero di idee, un film che propone la gioventu' come 'luogo' in cui scoprire dei valori personali e decidere di impegnarsi per degli ideali, risponde a un bisogno profondo. Due studenti che non si fanno di droga, che non rubano, che non scopano ogni ragazza che incontrano ma che si mettono in viaggio come spericolati turisti e si trovano alla fine 'uomini' perche'cambiati dentro fanno pensare che l'utopia (pur con tutte le sue possibili distorsioni nel momento in cui entra in gioco il potere) non puo' morire. Una bella lezione 'morale' senza moralismi ne' agiografie.
Dall’Argentina al Cile, dal Perù al Venezuela, 13.000 chilometri per un’avventura indimenticabile! Ma soprattutto un viaggio alla scoperta dell’amicizia, dell’amore e di un continente straordinario col sottofondo delle musiche di Gustavo Santaolalla e di Jorge Drexler, vincitore dell’Oscar con “Al otro lado del Río”!

V.O. con sottotitoli in italiano

Sabato 22 Febbraio 2014 ore 20.30

“Memoria del Saqueo”, di Fernando “Pino” Solanas (2004, 120 min.): Fernando Solanas, premiato alla Berlinale 2004 con l'Orso d'oro alla carriera, ha realizzato questo documentario con lo scopo di mostrare come la sua patria (l'Argentina) sia giunta alle condizioni economiche disastrose in cui precipitò e che tuttora affliggono questo paese ricchissimo. Punta il dito contro il liberismo sfrenato e la globalizzazione da una posizione, come sempre, chiaramente delineata.
Il film colpisce non solo per la sua carica emotiva ma anche perché narra storie vere: le trame segrete della mafiocrazia argentina e l’alleanza spuria tra le corporazioni politico - sindacali, il potere giudiziario, le banche, le multinazionali e gli istituti finanziari internazionali.
E’ una vicenda universale che non tocca solo l’Argentina. Il pubblico vuole comprendere ciò che accade nel mondo contemporaneo e, proprio per questo, il film funge da “acceleratore” delle questioni. E’ una sorta di lotta della memoria contro l’oblio. La globalizzazione, infatti, impone la banalizzazione dell’informazione, disperde, confonde, crea pericolose zone di amnesia collettiva
“Esta película nació para aportar a la memoria contra el olvido, reconstruir la historia de una de las etapas más graves de la Argentina para incitar a denunciar las causas que provocaron el vaciamiento económico y el genocidio social. "Memoria del saqueo" es también un cine libre y creativo realizado en los inciertos meses de 2002 , cuando no existían certezas sobre el futuro político del país. A treinta y cinco años de "La Hora de los Hornos", he querido retomar la historia desde las palabras y gestos de sus protagonistas y recuperar las imágenes en su contexto. Procesos e imágenes que con sus rasgos propios también han golpeado a otros países hermanos. Es una manera de contribuir a la tarea plural de una refundación democrática de la Argentina y al debate que en el mundo se desarrolla frente a la globalización deshumanizada con la certeza de que "otro mundo es posible".
Fernando Solanas

V.O. con sottotitoli in italiano

Sabato 1 Marzo 2014 ore 20.30

“Tango Bar”, di John Reinhardt (1935, 62 min.): Il film in questione è l'ultimo film girato a Long Island dall'indimenticabile Carlos Gardel pochi mesi prima della sua tragica scomparsa nel giugno del 1935. Si tratta di una commedia musicale in cui il protagonista Ricardo Fuentes tra alterne vicende riesce a conquistare l'amore di Laura Montalván, riscattandola da uno oscuro passato. Ricardo (Gardel) è un cantante di fama che vive di passioni vincendo o perdendo ?por una cabeza?! Quel tango usato e riciclato in numerose opere hollywoodiane. Ma Gardel ci delizia ancora con le note di "Lejana Tierra mia", "Los ojos de mi moza" e "Arrabal amargo" tra l'ovazione del pubblico nel famoso Tango Bar! A seguire un’autentica “perlita” del cinema muto: “La vuelta al bulín” (1926).

“La Vuelta al Bulín”, di José Agustín Ferreyra (1926, 22 min): Cortometraggio del “negro” ferreyra che in chiave umoristica, rappresenta la storia del tango “De vuelta al bulín”, registrato nel 1919 da Carlos Gardel. Si credeva che l’opera fosse perduta per sempre, ma in seguito al ritrovamento di una copia nell’anno 2009 è stato realizzato un restauro.

V.O. con sottotitoli in spagnolo